In attesa che i Leoni…

“La crisi che sale dal basso” (di Uriel Fanelli)

Ho ricevuto una richiesta, ovvero una domanda, che recita piu’ o meno cosi’: “ma se c’e’ la crisi e se ci sono 2.8 milioni di disoccupati in Italia, perche’ vedo ancora ristoranti pieni e belle auto in giro?”. La domanda sotto sotto e’ meno stupida di quanto non sembri a prima vista, e la risposta e’ che … le grandi crisi arrivano dal basso.

Provate ad immaginare una ipotetica catena alimentare. C’e’ l’erba che nutre la gazzella, la gazzella che nutre il leone, il leone che fa arrivare i turisti che pagano il parco naturale per mantenere tutto questo intatto.

Avuta l’immagine? Mettetela da parte e andiamo a ragionare, la ritroveremo in seguito.

Partiamo dal presupposto che i 7/8 del paese vivano di rendita. Che cos’e’ una rendita? La rendita e’ una posizione tale per cui , una volta raggiunta, non occorra alcuno sforzo competitivo per essere mantenuta. Facciamo alcuni esempi:

1. Ho comprato due appartamenti e li affitto. In tal caso, vivo perche’ ho comprato due case. Posizione di rendita classica.
2. Una legge dice che ogni azienda debba avere una contabilita’ certificata e quindi io faccio il commercialista oppure sono CNA, Conf* e offro servizi di contabilita’.
3. Una legge dice che la scuola e’ obbligatoria e io vendo/stampo libri scolastici che le famiglie sono costrette a comprare, perche’ la legge impone anche il titolo dei libri senza dare scelta.
4. Una legge impone che tutti i negozi abbiano una certificazione X sugli impianti elettrici e io devo andare per forza da un elettricista abilitato a tali certificazioni.
5. Una legge impone che le auto debbano essere collaudate e testate ogno tot anni e io ho un’officina automobilistica.
6. Per essere ascoltati da una assicurazione dopo un incidente occorre che scriva un avvocato, e io faccio proprio l’avvocato e il mio lavoro e’ per cospicua percentuale di fare lettere alle assicurazioni.

Potremmo continuare all’infinito. Ebbene, se il mondo del lavoro in se’ e’ l’erba, questo e’ il primo strato di rendite , diciamo che la gazzella mangia l’erba.

Sulla gazzella poi ci sono le aziende di servizi terziari, diciamo ditte di software per commercialisti, case editrici, corsi di qualificazione per elettricisti, corsi di qualificazione per meccanici, tirocinii poco pagati di giovani avvocati.

Sopra tutto c’e’ l’industria dei consumi di lusso, come vacanze, ristoranti, macchine costose, e tutti gli indicatori coi quali voi leggete che “non vedete la crisi”. E’ il leone che mangia la gazzella.

Tutto questo va a vantaggio di chi mantiene il parco, il turista,che in cambio di tutta questa scena mette in atto le tutele che servono (leggi, tribunali, ospedali, strade, etc) al parco per funzionare.

Ora, adesso andiamo al punto: questa crisi sta colpendo il mondo del lavoro. Si sta, cioe’, seccando l’erba. Ma attenzione: siamo ancora in una prima fase.

La famiglia continua a svenarsi per pagare i collaudi all’auto -cui non puo’ rinunciare- , a pagare i libri ai figli -sso’ pezz’e core- , i negozi pagano le certificazioni agli elettricisti, i negozi pagano i commercialisti per i bilanci, e cosi’ via.

Quindi l’erba e’ un pochino giallina, insomma non e’ piu’ un bel prato verde, ma ancora le gazzelle non muoiono di fame.

Cosi’, voi siete come turisti che vanno al parco e si trovano i leoni, le gazzelle, e un’erba che si, e’ gialla e secca. Poiche’ loro badano ai leoni e alle gazzelle (semmai volessero vedere erba potrebbero scegliere altre mete), nessuno nota che l’erba e’ secca. Ci sono i leoni e ci sono le gazzelle: il parco e’ OK.

Allo stesso modo, quando dite che i ristoranti sembrano ancora pieni e che ci sono le code sulle autostrade per andare al mare e vedete un sacco di macchinoni, state osservando solo leoni e gazzelle. Che ancora vivono.

E se guardaste anche l’erba, notereste che e’ gialla.

In realta’ neanche le gazzelle sono quelle di prima: la verita’ e’ che voi come turisti non notate se in un giorno incontrate 100 gazzelle o ne incontrate 80. Per voi ce ne sono gia’ abbastanza.

Cosi’ quando dite: i ristoranti sono pieni, mi viene da chiedere se avete contato i ristoranti. Forse non sono piu’ cento, ma 80. E cambia, perche’ fa gia’ -20%.

Cosi’ il ristorante e la gazzella hanno una cosa in comune: quando hanno abbastanza cibo, li vedete in buona salute. Se non hanno abbastanza cibo, muoiono e non le vedete piu’. Cosi’ vedete ancora 80 ristoranti pieni, ma non vedete i 20 che hanno chiuso.

La crisi, cioe’, viene dal basso, e quando potrete finalmente notarla perche’ i ristoranti da 100 sono diventati 30, ormai sara’ troppo tardi.

In Italia il mondo delle rendite e’ enorme, e spesso si basa su consumi di base: libri scolastici, affitti, automobili, riscaldamento, casa, vestiti. Nelle aziende si basa su servizi di base, contabili, burocratici, eccetera.

E se le rendite in Italia sono i 7/8 della ricchezza, significa che anche distruggendo il 50% del lavoro, i pochi sipravvissuti si troveranno a mantenere la stessa catena alimentare.

Se ci pensate, immaginate che da domani l’erba sia la meta’. Le gazzelle inizieranno a correre qui e la’ per mangiarla tutta, e non mangeranno di meno. Ma in percentuale, mangeranno molta piu’ erba. A quel punto, l’erba non si riprodurra’ piu’, e dopo qualche tempo , quando tutto sara’ deserto e non ci sara’ un filo d’erba, solo in quel momento le gazzelle cominceranno a morire.

Ma, e qui viene il bello, il parco rimarra’ in piedi. Rimarra’ in piedi perche’ quando ci saranno piu’ gazzelle deboli per la fame, ai leoni sara’ piu’ facile la caccia. Cosi’, inizialmente vedrete una drastica diminuzione di erba, una grossa diminuzione di gazzelle, ma il turista vedra’ un bel sacco di leoni! Che bel parco!

Questa e’ la fase che si ottiene quando si inizia a parlare di “industria del lusso vincente” nel mezzo di una crisi. Le poche aziende forti fagocitano il mercato avendo agio di distruggere quelle deboli, che agonizzano. In questo stato, si nota un aumento di dimensione delle aziende, e persino una crescita di stipendio (perche’ le grandi aziende hanno i dirigenti che alzano la media).

In un paese come l’ Italia, ove le rendite sono i 7/8 della ricchezza, occorreranno ancora ANNI prima che vediate i ristoranti vuoti.

A questo si aggiunge il fatto curioso che i turisti danno da mangiare ai leoni: lo stato, cioe’, paga 3.600.000 stipendi ogni mese. I quali finiscono anche a sfamare i leoni ed annaffiare l’erba del parco, sfamando cosi’ le gazzelle. In questa situazione, cioe’, si aggiunge un fattore di inerzia, per il quale lo statale spende ancora quanto prima, e continua ad alimentare il ciclo economico.

3.600.000 famiglie che comprano libri scolastici costosissimi, che pagano automobili , eccetera, sono un bell’aiutino. Che non risolve la situazione, certo, ma se sfamano i leoni, possiamo rivendere il parco come “parco dei leoni”, e alla fine dei conti chissenefrega di gazzelle ed erba? Siamo il parco dei leoni! O meglio, la nazione del cibo biologico, del vestire bene, insomma la nazione del lusso.

Cosi’, avete ancora dei leoni in giro, e dite “ehi, ma dov’e’ questa siccita’? A me senbra che il parco sia bellissimo!E’ pieno di leoni!”.

Non vi accorgete di tutto questo perche’ alla fine l’erba non l’avete mai guardata, e anche le gazzelle sono belle ma insomma, voi siete al parco per vedere i leoni.

Allora voi guardate i ristoranti pieni e le code in autostrada, ma quelli non sono i disoccupati o il mondo del lavoro: quello sono gli strati superiori della catena alimentare.

Com’e’ una crisi che arriva ai livelli alti della catena alimentare?Allora, una crisi che ha quasi ammazzato tutta l’erba e molte le gazzelle e’ la crisi passata dall’ Irlanda.

Lavoro a pezzi , privati e PMI nella merda, indebitati sino al collo. Ma i leoni ancora forti e il parco ancora attraente.

Se osservate la Spagna, notate che crepano di fame anche i leoni, cioe’ Banche , assicurazioni , immobiliare e terziario, e i turisti stanno calando sempre di piu’ perche’ lo stato e’ in bancarotta.

Se osservate la Grecia, non e’ rimasto nulla e i turisti non vanno piu’ a sostenere il parco perche’ lo stato e’ a pezzi (1). Erba, gazzelle e leoni sono morti.

L’ Italia in questo momento sta per entrare in quella che io definirei “fase irlandese”, quella ove si sgonfiano i debiti e le aziende si piegano su se’ stesse. Il governo irlandese ha reagito detassando le aziende e sistemando i debiti, il governo italiano ha reagito tassando ancora le aziende e sostenendo i debiti, cioe’ seminando ancora piu’ crisi.

La terza fase, quella spagnola, e’ ancora in incubazione, con le banche italiane in difficolta’ e l’immobiliare che comincia a mostrare il fiatone. Per ora lo stato ha prestato soldi ad MPS (nel decreto spending review! ah! ah! ah!) , e sull’immobiliare ha piazzato un IMU, cioe’ ha seminato ancora piu’ crisi.

L’ultima fase e’ quella greca, in cui lo stato smettera’ di essere il turista che sfama i leoni, ovvero smettera’ di dare soldi. Tagli, tagli e ancora tagli, licenziamento di statali e tagli alle retribuzioni. Qui sarete nella fase greca, che si sta preannunciando con l’indebolimento dei contratti di lavoro statali.

In questa fase l’italia e’ ancora nella fase pre-irlandese, con due differenze:

1. I rimedi applicati sono peggiori del male.
2. Si notano tutti i sintomi delle fasi successive, gia’ presenti e distinti.

Quindi no, ancora per il 2012 e forse il 2013 non vedrete, sulle strade , sintomi evidentissimi di crisi. Vedrete meno gazzelle, meno erba, ma ancora molti leoni. A voler cercare potreste notare erba secca e gazzelle molto magre, ma preferite guardare i leoni.

Ma questo e’ dovuto ad una crisi che sale dal mondo del lavoro, ovvero dalla sua precarizzazione. Sale dal basso, e siccome i consumi che misurate non sono MAI stati tipici della working class, notate poco il loro calo.

Ma questo non significa che non ci sia crisi. Significa che voi non guardate l’erba perche’ misurate la ricchezza di un parco dal numero di leoni. Voi misurate la ricchezza in macchine di lusso, ristoranti costosi pieni, vestiti firmati, e questi non sono i consumi della working class. Cosi’ non potete notare il crollo dei consumi che avviene alla base dell’economia.

Se misuraste parrucchieri economici avreste notato che la working class si taglia i capelli meta’ volte di prima in un anno, anche meno. Se misuraste i mercatini rionali notereste che le sciure hanno una sporta dove prima ne avevano due. Se misuraste i consumi tipici notereste , anziche’ il numero uguale di macchine di lusso, un numero sempre piu’ esiguo di utilitarie (un 30% in meno di immatricolazioni non si fa coi SUV, sapete? Non pesano il 30% del mercato, quelli).

Quindi il parco e’ in piena siccita’. Per ora non lo notate quando guardate i leoni, potreste notarlo sulle gazzelle, e lo notereste di sicuro se guardaste l’erba.

Per ora, non noterete nulla.

Le fasi successive sono veloci, scoppiano in fretta (avete visto la Spagna?) e colpiscono durissimo in pochissime settimane.

Continuerete cosi’ per un pochino, convinti che siete stabili, cosi’ come dicevano spagnoli e greci. Poi, improvvisamente, il botto: le banche hanno bisogno urgente di aiuto. Sono i leoni che non trovano piu’ gazzelle. E quando andrete a vedere, scoprirete che le gazzelle sono estinte da tempo, e che l’erba non si vede piu’ da anni. Prima direte, come gli spagnoli, che bastano 14 miliardi. Poi 40. Poi 100. Adesso siamo gia’ a 300. Perche’ mano a mano che andate a cercare di salvare i leoni, prima contate quante poche gazzelle siano rimaste, e poi andate a misurare quanta erba ci sia ancora a terra. E mano a mano che risalite la catena, scoprite danni sempre piu’ grandi.

Sono crisi che si preparano per molti anni, ma poi scoppiano in poche settimane.

E le vedete solo se guardate l’erba. I leoni, fino all’ultimo, vi sembreranno sani.
(Uriel Fanelli)

(1) Qualcuno mi dice che lo stato greco ha i conti in ordine. Oh, si. Gli statali greci hanno avuto lo stipendio ridotto da livelli europei a 400 euro al mese, pero’. Diciamo che di leoni, i nostri turisti, ne sfamano pochini.

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