LA VERITA’ NON ESISTE

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Venerdì scorso a Bruxelles, nel corso di una importante riunione della EIB, in Italia BEI (Banca Europea di Investimento) sono state gettate le basi per la gestione del fallimento pilotato delle banche italiane, dato che è stato preso atto che “non esiste nessuna possibilità che possano ormai venir salvate a meno di non essere vendute a banche straniere” scelta che questo governo sta facendo.
Le grandi banche italiane verranno vendute tutte entro qualche mese ai colossi finanziari tedeschi.
Come ha ben spiegato Rino Formica, importante uomo politico della Prima Repubblica, che conosce dall’interno i meccanismi “stanno organizzando una gigantesca rapina dell’intero sistema bancario italiano; e quando si organizza una grande rapina, è chiaro, non lo vengono certo a dire prima”.
Perchè non ce lo hanno detto che cosa ha deciso la BEI per l’Italia?
Perchè non ci hanno spiegato che Enrico Letta a nome della Repubblica Italiana ha firmato a Bruxelles un accordo fortemente penalizzante con clausole capestro che, inevitabilmente, porteranno la svendita dell’intero sistema bancario ai tedeschi in tempi celerissimi?
Perchè la Politica si è sottomessa alla Finanza dopo aver accettato l’abolizione del senso e della verità.
Quindi, dire la Verità, in Italia, non ha Valore e non ha alcun Senso.
Non stanno fornendo i dati reali sulla tragedia economica italiana.
Non stanno dicendo come stanno le cose.
Non stanno presentando la realtà per ciò che essa è.
La Confindustria, la CGIL, la CISL, la UIL non dicono la verità: loro i dati veri li hanno. Si sono trasformati in complici di una grande rapina ai danni dell’intera collettività.
Saccomanni, oggi, 2 luglio 2013, ha dichiarato a un convegno di Confindustria “vedo la luce alla fine della crisi, già al quarto trimestre di quest’anno invertiremo la tendenza, ci sono i primi segnali positivi”.
La frase è identica a quella detta da Mario Monti nell’aprile del 2012 “vedo la luce in fondo al tunnel, i conti sono a posto, il peggio è alle nostre spalle; già al quarto trimestre di quest’anno invertiremo la tendenza, ci sono i primi segnali positivi come risultato del mio decreto salva-Italia”.
La frase è identica a quella detta dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel giugno del 2011 “per fortuna abbiamo messo i conti in sicurezza e il peggio è alle nostre spalle; già al quarto trimestre di quest’anno invertiremo la tendenza, ci sono ampi segnali positivi che la ripresa è iniziata”. Lui ci aveva anche aggiunto: “E nel 2012 l’Italia crescerà di almeno un + 3,5% di pil”. Risultato reale: -3%.

Come è possibile che delle persone, peraltro colte, parlino nello stesso identico modo, usino le stesse identiche parole, che contengono la stessa identica bugia?
Ancora più agghiacciante la seguente domanda: come è possibile che nessuno ricordi questa frase, dato che è sempre la stessa e il senno di poi ha fornito la prova scientifica che si trattava di un FALSO?

Nessun giornalista ricorda (quando li intervistano) queste loro frasi, chiedendo ragguagli in merito. Interrogati, si stupirebbero. Per loro la Verità non esiste.

Compito della cittadinanza oggi consiste nel quotidiano lavoro di restituzione del Valore alla Verità. Quando mi chiedono: “Ma che cosa fa il M5s? Che cosa sta facendo?”, rispondo sempre con la stessa frase: “Penso che stia disperatamente e realisticamente lottando per restituire un Senso alla vita politica e fare in modo che la Verità non sia più un optional bensì uno standard. Noi siamo un paese medioevale regredito: pretendere di sapere la verità e diffonderla è già di per sè un evento rivoluzionario”.

http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/07/restituire-il-valore-alla-verita-e-il.html#comment-form

 

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One thought on “LA VERITA’ NON ESISTE

  1. STATE LIQUIDI PERCHÉ….
    perché Adesso la Merkel vuole i nostri risparmi

    La nostra Borsa ha “salutato” l’accordo di Cipro con una caduta del 2,5%. In Spagna i titoli di Bankia, istituto di credito in difficoltà sono andati a zero. Come mai? Nei documenti ufficiali della Commissione Europea si legge spesso questa frase: “La stabilità della moneta ha reso l’area Euro una destinazione attraente per gli investimenti”. Se mai era stato vero in passato, di certo oggi niente è più lontano dalla realtà, o meglio, di certo non è più vero per i paesi dell’Europa periferica in cui noi, nostro malgrado, ci troviamo. Da questi Stati, a furia di tasse, austerità e decisioni politiche strampalate e sempre “eccezionali”, il denaro sta venendo schiacciato fuori come da un tubetto di dentifricio. Ricordiamo da dove siamo partiti per capire meglio le conseguenze di questi errori ripetuti. La madre di tutti i disastri è stata la Grecia: anche allora si pensava che, come Cipro, una piccola economia non avrebbe danneggiato l’intera eurozona e si è pensato come “punizione” di imporre perdite ai detentori di titoli di stato ellenici. Gli investitori però impiegano molto poco a ragionare per analogia: il dire che un titolo di stato in Euro era in realtà molto diverso a seconda di chi lo emetteva ha creato il mostro dello spread, con titoli di “serie A” emessi dai paesi più forti e titoli di serie inferiore emessi dagli stati più vulnerabili. A loro volta le banche che possedevano questi titoli, sicuri fino al giorno prima, sono andate in crisi. Il credito si è congelato mettendo in difficoltà le imprese e di conseguenza inguaiando anche le banche che avevano finanziato il privato invece del pubblico. Invece di fornire garanzie credibili riconoscendo l’errore e placando i risparmiatori, in scia alla mossa di Draghi che promise interventi illimitati, ecco che l’eurogruppo, capitanato dal ministro delle finanze olandese Djisselbloem, ha dato il via a provvedimenti sconclusionati e ammantati di un moralismo senza ragion d’essere. L’Eurocrate ha servito l’aperitivo in casa sua, nazionalizzando all’improvviso SNS, la quarta banca olandese con l’esproprio di azionisti ed obbligazionisti subordinati. Si badi bene, mai era stato utilizzato lo strumento dell’esproprio: risparmiatori di tutta Europa, Italia in primis, si sono visti letteralmente sottrarre i titoli detenuti nel loro conto in banche domestiche e lo stato olandese si terrà ogni utile futuro relativo a tali titoli. Un’azione che sarebbe sembrata aggressiva persino alla buon’anima di Chavez in Venezuela. A Cipro, con banche danneggiate proprio dal “peccato originale” greco, si è alzato il tiro e si sono colpiti anche gli obbligazionisti senior e i correntisti, con in più lo spettro del controllo dei capitali. Soltanto un tardivo rinsavimento ha “salvato” la follia di aggredire anche i depositi garantiti sotto i 100mila euro. A questo punto lo stesso pensiero che ha spaventato i detentori di titoli di Stato dopo la Grecia sta terrorizzando obbligazionisti e depositanti di tutta Europa: vuoi vedere che nonostante la BCE le banche non sono tutte ugualmente sicure? Ecco il rassicurante regalo della Troika: un bel siluro alle banche dei paesi più vulnerabili e la nascita di un futuro superspread bancario che costringerà la periferia a finanziarsi a tassi insostenibili con conseguente ulteriore danno per le imprese. Un passo indietro di secoli che rischia di farci tornare all’era delle corse agli sportelli. La Germania ride e allarga le braccia pronta a ricevere la seconda ondata di capitali in fuga e noi stiamo a guardare: illusi di poter attirare capitali in quella che sta diventando, per ragioni politiche, non economiche, una nassa per risparmiatori.

    CLAUDIO BORGHI – economista ed editorialista
    Lunedì, 01 Aprile 2013.
    Postato su Articoli da “Il Giornale”
    http://www.claudioborghi.com/claudio-borghi-articoli-in-prima-pagina/item/adesso-la-merkel-vuole-i-nostri-risparmi

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