EURO-EXIT: IL MOVIMENTO deve dimostrare di avere a cuore il tema del LAVORO…

europastracci

La COSTITUZIONE che andremo a redigere per la nascente REPUBBLICA VENETA dovrà assolutamente ripetere il concetto di PRIORITA’ del LAVORO così come recita l’art.1 della Costituzione Italiana. Dovremo combattere l’assurda ipotesi che vede l’attuale TECNOCRAZIA EUROPEA dirigere con “austerità” la più drammatica ecatombe di posti di lavoro e la più eclatante emorragia di risorse da quel suolo che ha visto primeggiare nel mondo il modello Veneto delle Piccole Medie Imprese. Uscire quindi al più presto dalla moneta unica per non ridurre l’Europa ad un mucchio di stracci e ridare dignità al lavoro e soprattutto sovranità ai popoli!!!

Non sono necessari Referendum Consultivi: la gente ha già capito che non c’é più tempo da perdere…

L’articolo pubblicato l’altro giorno sotto forma di appello sul Corriere della Sera da parte di un nutrito schieramento di accademici evidenzia come la qualità più diffusa sia il MERETRICIO.

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“Uscire dall euro, tentazione pericolosa”

 

(in Grassetto Rosso l’adeguato commento che non potete non condividere!)
Caro direttore,
più le elezioni europee si avvicinano e più la campagna elettorale viene dirottata sul tema dell’uscita dell’Italia dall’euro
[“dirottata” ? con cosa con i mitra, avete intere paginate del corriere, repubblica e sole24ore e i talk show in TV tutti per voi… ] È giusto chiedere che la politica condotta nell’area dell’euro produca soluzioni più efficienti per l’Italia e per gli altri Stati membri di quelle degli anni passati. Ciò non toglie che uscire dall’euro aggraverebbe i problemi italiani, metterebbe a rischio l’integrità della costruzione europea e impedirebbe di proporre politiche alternative rispetto a quelle attuali.[ cioè per cambiare le politiche di austerità imposte dall’euro bisogna…. mantenere l’euro! .. state facendo dello spirito…]

L’entrata dell’Italia nell’euro non era stata il frutto di sogni astratti di alcuni idealisti o dei complotti di speculatori finanziari. Fu la scelta consapevole del Parlamento italiano per porre fine a due decenni di turbolenze monetarie e di disordine delle finanze pubbliche; la scelta di un Paese fondatore che non voleva essere escluso dal processo di integrazione. Prima dell’unione monetaria, le periodiche svalutazioni del cambio avevano portato l’inflazione in Italia oltre il 20 per cento,
[ l’inflazione era a quei livelli nel 1975! …l’Euro è stato istituito nel 2000, una generazione dopo! Negli anni ’70, quando in Italia era al 20%, l’inflazione in America arrivò al 14% in Corea era al 40% e fu un fenomeno mondiale. State parlando dell’inflazione di metà anni ’70 che razzo centra con l’Euro che arriva 20 anni dopo .. ]
…. senza migliorare durevolmente la competitività…
[ ..da quando c’è l’Euro, la quota di mercato dell’Italia dell’export mondiale è crollata di un terzo rispetto a quando c’era la lira…e molti di voi insegnano all’università ? ]

Deficit di bilancio elevati e crescenti (fino a due cifre) avevano solo fatto aumentare a dismisura il debito pubblico, di cui tuttora paghiamo gli oneri gravosi, senza promuovere una crescita stabile.
[ è dal 1992 che il bilancio dello stato è in attivo, come differenza tra spese e entrate, è in attivo non in passivo! Cosa c’entrano i deficit pubblici con il debito pubblico, di 2 mila miliardi che è dovuto ai 3 mila miliardi di interessi pagati dal 1981 in poi, da quando si è impedito allo stato di finanziarsi con moneta e lo si è obbligato a indebitarsi. Negli anni dell’alta inflazione, gli anni ’70, il debito pubblico invece era la metà di adesso, sul 65% del PIL… ]

I tassi d’interesse erano arrivati a livelli proibitivi per i mutui delle famiglie e il credito alle imprese.

[
I tassi di interesse REALI o NOMINALI ? Al netto dell’inflazione i tassi di interesse erano negativi fino agli anni ’80! quello che contano sono i tassi reali, nell’ultimo anno i tassi reali sul debito pubblico erano del +3%, negli anni ’70 erano -3%, sono più alti di 6 punti percentuali oggi di quando c’era la lira, IN TERMINI REALI, figli di Troika che non siete altro ]

Chi propone l’uscita dall’euro vuole in realtà tornare a quel modo di governare l’economia che la storia ha già condannato come fallimentare.
I vantaggi dell’autonomia monetaria si rivelerebbero illusori. Al fine di contenere brusche fluttuazioni del cambio e di evitare fughe precipitose dei capitali, i responsabili delle politiche economiche italiane sarebbero infatti costretti a inseguire le politiche scelte dalle aree dell’euro e del dollaro.

[ non si capisce nemmeno cosa dicono… “inseguire” cosa ?. Se insegui il Dollaro ad esempio, che tende a svalutarsi verso il marco e l’euro, non hai problemi, non fate finta che dollaro e marco siano la stessa cosa, una è una valuta debole e l’altra forte…Se la Lira fosse agganciata al dollaro andrebbe tutto bene ]

Reintrodurre la lira significherebbe imporre ai cittadini italiani la conversione dei loro risparmi nella nuova moneta, destinata a perdere di valore nei confronti dell’euro. Gli italiani subirebbero dunque una svalutazione dei risparmi. [ No, puoi anche lasciare tutto in euro e limitarti a incassare solo le tasse in lire, in modo da avere una conversione volontaria e graduale da euro a lire… ]

Inoltre, la conversione dall’euro alla lira non potrebbe modificare le condizioni dei prestiti contratti dai residenti italiani nei confronti del resto del mondo [ che sono il 3% del totale, sono il 3%! figli di buona donna ]. La svalutazione della lira determinerebbe quindi un aumento del valore dei debiti verso l’estero degli italiani, ponendo imprese e famiglie di fronte al rischio di insolvenza, con effetti a catena sul resto del sistema economico.
[ Sono solo alcune grandi e medie imprese ad avere debiti esteri, ma hanno anche crediti e fatturato all’estero che in buona parte li compensano… intanto invece il debito pubblico di 2mila miliardi si svaluta del -30% anche lui eh… come mai lo dimenticate ? ]

Il passaggio dall’euro alla lira non risolverebbe i problemi strutturali che da anni attanagliano l’economia italiana: dalla rigidità dei mercati dei beni all’inefficiente utilizzo delle risorse umane; dal basso livello di scolarizzazione e di investimenti in ricerca alla produttività stagnante; dall’eccesso di regolamentazione burocratica che scoraggia gli investimenti produttivi all’arretratezza infrastrutturale; dalla lentezza della giustizia alla mancanza di concorrenza nei servizi locali, fino alla corruzione dilagante.
[ E avere passato 13 anni dentro l’euro invece li ha risolti ? E’ dal 2000 che siamo nell’Euro e l’eccesso di regolamentazione burocratica è arrivato a livelli demenziali grazie alla UE che sforna regolamenti su tutto. Cosa c’entra la lentezza della giustizia con la quantità di moneta che creano le banche centrali ? Ma non vi vergognate ad usare argomenti da comizio di bassa lega ? ]

Sono questi i veri nodi che occorre affrontare per ritornare alla crescita, combattere la disoccupazione, dare un futuro ai giovani. L’euro non ne ha colpa.
Al contrario: l’uscita dall’euro rafforzerebbe la parte meno competitiva del Paese, quella meno aperta all’innovazione e maggiormente arroccata a difesa di privilegi che non hanno più ragione di essere.
[ il Giappone ha svalutato contro euro del -30% nell’ultimo anno e mezzo, la Corea ha reagito alla crisi del 2009 svalutando del -40%, l’Inghilterra da quando esiste l’euro ha svalutato di un -25%….sono dei poveracci… non hanno tecnologia, sono stati ridotti male da queste svalutazioni… invece noi con l’euro forte andiamo da Dio, ma vaff…?]

Sarebbe una fuga all’indietro verso una società più chiusa e introversa che danneggerebbe soprattutto i più giovani e le fasce più deboli della società..
[ i quali quando c’era la lira si laureavano e trovavano lavoro. Ora invece emigrano ]

Ritenere che si possa uscire dall’euro e al contempo rimanere a far parte a pieno titolo dell’Unione è una pura illusione. Da un lato l’Italia verrebbe emarginata e isolata.
[ Come la Svezia, la Svizzera, la Norvegia, l’Ungheria, la Russia….tutti paesi in difficoltà a differenza dell’Italia di oggi vero ?… e come tutti gli altri paesi del mondo, dal sudamerica all’asia che non si sognano di fare alcuna unione monetaria ma si tengono stretta la loro moneta…]

Dall’altro, l’uscita dell’Italia indebolirebbe gravemente l’Europa in una fase storica cruciale in cui ha semmai bisogno di compattezza per far fronte alla nuova instabilità politica che sorge alle sue frontiere. In conclusione, la proposta di uscire dall’euro, come se questa fosse una ricetta magica, non solo è basata su premesse sbagliate, ma distoglie l’attenzione dai reali problemi del Paese e toglie alla politica la responsabilità di fare proposte concrete per risolverli. Impedisce all’Italia di contribuire ai necessari cambiamenti della politica europea per contrastare la deflazione, la disoccupazione di massa e la stagnazione.
[…. che ci hanno portato la BCE e l’Euro… ]
L’Europa, e l’euro, non sono certo costruzioni perfette. Ma si possono migliorare solo partecipandovi a pieno titolo.
[….cosa c’entra l’Europa con l’Euro, la Svizzera non è in Europa ?… ]

firmato da: Lorenzo Bini Smaghi, Franco Bruni, Marcello De Cecco, Jean-Paul Fitoussi, Marcello Messori, Stefano Micossi, Antonio Padoa Schioppa, Fabrizio Saccomanni, Gianni Toniolo Caro


 

E’ finito il tempo della Giustizia ed inizia quello della Vendetta?

 

Spread macht frei

eurocrises

– Liberiamoci dallo spread –

« Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo … l’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo »

Giordano Bruno

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Bersani va in Europa a dire che proseguirà l’Agenda Monti e come suo 1° atto parla con Monti per vedere se fare un Monti 2 o prendere Monti come Ministro dell’economia

Anche ieri ha ripetuto che l’Agenda Monti è “in gran parte condivisibile”…


Vorremmo che spiegasse chiaro al popolo italiano quale parte dell’Agenda Monti gli piace tanto:
-se l’articolo messo a forza in Costituzione del pareggio del bilancio che impedisce qualunque investimento per lo sviluppo
-o il tentativo di eliminare l’art.18 col chiaro sostegno al sistema Marchionne (manifestata già a inizio mandato) e l’intento di eliminare i diritti dei lavoro, tagliando alla base i sindacati
-o la decisione di annullare lo stato sociale e di proseguire gli orrendi tagli alla Sanità per cui Monti intende toglierle 30 miliardi nei prossimi anni
-o i tagli previsti a scuola e ricerca per cui Monti ha elogiato tanto la Gelmini, mentre aumenta i regali alle scuole private
-o i regali di 3 miliardi al Vaticano e il nuovo regalo in finanziaria per la basilica di san Francesco
-o i non tagli alla Casta
-o i 98 miliardi regalati allo slot machine
-o i 12 miliardi di nuovi caccia per i quali il generale De Paola ha avuto carta bianca
-o il decreto sugli esodati
-o quello sulle pensioni
-o i voti alle 50 fiducie
-o l’intero ammontare dell’Imu sulla prima casa dato per salvare per la seconda volta dal fallimento il Monte dei Paschi di Siena
-o l’aver messo nel suo governo Ministri non proprio puliti e in conflitto di interessi
-o la decisione di riprendere le Grandi Opere inutili come la Tav in Valsusa o il Mose o altre autostrade superflue a Nord
-o la protezione a chi ha portato i fondi neri in Svizzera per cui altri Paesi sono intervenuti duramente già nel giugno scorso recuperando miliardi e solo il nostro dopo 19 mesi ancora aspetta
-o il regalo delle frequenze a mr. B
-o il porcellum
-o l’orrenda legge anticorruzione che salva i potenti, depenalizza i reati o salva con la prescrizione.


Quali di questi orrori è condivisibile?????